Quando si parla di fertilità femminile, l’attenzione si concentra spesso su ovulazione, età ovarica e salute ginecologica. Tuttavia, esiste una ghiandola piccola ma fondamentale che può influenzare profondamente il concepimento: la tiroide.
La tiroide regola numerosi processi metabolici e ormonali dell’organismo e svolge un ruolo essenziale anche nell’equilibrio riproduttivo femminile. Alterazioni dei valori del TSH o degli ormoni tiroidei possono infatti compromettere l’ovulazione, la regolarità del ciclo mestruale e la possibilità di ottenere e mantenere una gravidanza.
Cos’è la tiroide e quali funzioni svolge?
La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo, caratterizzata dalla tipica forma “a farfalla”.
La sua funzione principale consiste nella produzione degli ormoni:
- T3 (triiodotironina)
- T4 (tiroxina)
Questi ormoni regolano:
- metabolismo;
- temperatura corporea;
- produzione di energia;
- equilibrio ormonale;
- funzionalità cardiovascolare;
- benessere neurologico e riproduttivo.
La produzione degli ormoni tiroidei è controllata dal TSH (Thyroid Stimulating Hormone), ormone prodotto dall’ipofisi.
Cos’è il TSH e perché è importante per la fertilità?
Il TSH è il parametro principale utilizzato per valutare la funzione tiroidea.
Quando la tiroide lavora poco, l’organismo aumenta il TSH per stimolarla maggiormente. In questo caso si parla di ipotiroidismo.
Al contrario, quando la tiroide è troppo attiva, il TSH tende a diminuire, configurando un quadro di ipertiroidismo.
Anche lievi alterazioni del TSH possono influenzare:
- ovulazione;
- qualità ovocitaria;
- fase luteale;
- impianto embrionale;
- regolarità mestruale.
Per questo motivo, la valutazione della funzione tiroidea è oggi considerata fondamentale nei percorsi preconcezionali e nei casi di infertilità.
Tiroide e fertilità femminile: quale correlazione?
La funzionalità tiroidea è strettamente collegata all’equilibrio degli ormoni sessuali femminili, tra cui:
- estrogeni;
- progesterone;
- prolattina.
Quando la tiroide non funziona correttamente, si possono verificare alterazioni dell’intero sistema riproduttivo.
Ipotiroidismo e difficoltà di concepimento
L’ipotiroidismo è una delle condizioni endocrine più frequentemente associate a problemi di fertilità.
In presenza di tiroide poco attiva possono comparire:
- cicli irregolari;
- ovulazione assente o ridotta;
- mestruazioni abbondanti;
- difficoltà di impianto;
- aborti precoci.
Uno degli effetti più importanti riguarda l’aumento della prolattina, che può interferire con il normale processo ovulatorio.
Inoltre, l’ipotiroidismo può alterare la fase luteale, cioè il periodo compreso tra ovulazione e mestruazione, riducendo il tempo necessario all’endometrio per prepararsi all’impianto dell’embrione.
Ipertiroidismo e fertilità
Anche una tiroide eccessivamente attiva può compromettere il concepimento.
L’ipertiroidismo può causare:
- cicli mestruali irregolari;
- alterazioni dell’ovulazione;
- perdita di peso importante;
- squilibri ormonali;
- aumento del rischio di aborto spontaneo.
Il corretto equilibrio della funzione tiroidea è quindi fondamentale per mantenere la regolarità riproduttiva.
Ipotiroidismo subclinico: quando il TSH è solo leggermente alterato
Una situazione molto frequente è l’ipotiroidismo subclinico, caratterizzato da:
- TSH lievemente elevato;
- ormoni tiroidei ancora nella norma;
- sintomi assenti o poco evidenti.
Anche questa condizione può influenzare negativamente la fertilità femminile, soprattutto in presenza di:
- infertilità inspiegata;
- aborti ripetuti;
- difficoltà di impianto;
- anticorpi tiroidei positivi.
Per questo motivo, molte linee guida suggeriscono una particolare attenzione ai valori di TSH nelle donne che cercano una gravidanza.
Anticorpi tiroidei e fertilità
In alcune donne il problema non riguarda soltanto il TSH, ma la presenza di autoimmunità tiroidea.
Gli anticorpi anti-TPO e anti-Tg possono indicare una tiroidite autoimmune, anche in presenza di valori apparentemente normali.
La presenza di anticorpi tiroidei è stata associata a:
- riduzione della fertilità;
- aumento del rischio di aborto;
- alterazioni dell’impianto embrionale.
Per questo motivo, nei percorsi di fertilità viene spesso richiesta anche la valutazione immunologica tiroidea.
Sintomi da non sottovalutare
Molte donne con alterazioni tiroidee presentano sintomi generici che possono essere facilmente sottovalutati.
Tra i più frequenti troviamo:
- stanchezza persistente;
- aumento o perdita di peso;
- freddolosità;
- nervosismo;
- alterazioni del sonno;
- caduta dei capelli;
- cicli irregolari;
- difficoltà di concepimento.
Una valutazione endocrinologica e ginecologica può aiutare a identificare precocemente eventuali squilibri.
Quali esami fare?
Nei controlli preconcezionali o in presenza di infertilità, il ginecologo può richiedere:
- TSH;
- FT4;
- FT3;
- anticorpi anti-TPO;
- anticorpi anti-Tg.
In alcuni casi possono essere utili anche:
- ecografia tiroidea;
- valutazione endocrinologica specialistica;
- monitoraggio ovulatorio;
- esami ormonali completi.
TSH e gravidanza: quali valori sono consigliati?
Durante la ricerca di una gravidanza e nei primi mesi gestazionali, i valori di TSH devono essere attentamente monitorati.
Generalmente si considera ottimale:
- un TSH inferiore a 2,5 mUI/L nelle donne che cercano una gravidanza.
Valori superiori potrebbero richiedere approfondimenti specialistici o terapia mirata, soprattutto in presenza di sintomi o infertilità.
Terapie per migliorare la fertilità in caso di disturbi tiroidei
Il trattamento dipende dal tipo di alterazione presente.
Terapia dell’ipotiroidismo
In caso di ipotiroidismo, il trattamento più utilizzato è la levotiroxina, una terapia sostitutiva che permette di:
- normalizzare il TSH;
- migliorare l’ovulazione;
- favorire il concepimento;
- ridurre il rischio di aborto.
Terapia dell’ipertiroidismo
L’ipertiroidismo può richiedere:
- farmaci antitiroidei;
- monitoraggio endocrinologico;
- trattamenti specifici personalizzati.
La gestione deve essere sempre effettuata in modo multidisciplinare, soprattutto nelle pazienti che desiderano una gravidanza.
L’importanza di un approccio multidisciplinare
La fertilità femminile è influenzata da numerosi fattori endocrini e ginecologici.
Per questo motivo, nei casi di infertilità o aborti ricorrenti, può essere utile un approccio integrato tra:
- ginecologo;
- endocrinologo;
- specialista della fertilità;
- nutrizionista;
- medico della riproduzione.
Un corretto inquadramento consente di individuare tempestivamente eventuali squilibri ormonali e migliorare le possibilità di concepimento.
Quando rivolgersi al ginecologo?
È consigliabile effettuare una valutazione specialistica in presenza di:
- cicli irregolari;
- difficoltà di concepimento;
- aborti spontanei ripetuti;
- sospette alterazioni tiroidee;
- familiarità per malattie della tiroide;
- infertilità inspiegata.
Una diagnosi precoce può fare una grande differenza sia nel percorso di fertilità sia nella salute generale della donna.
Conclusioni
La tiroide svolge un ruolo fondamentale nella fertilità femminile e nel corretto funzionamento del sistema riproduttivo. Anche lievi alterazioni del TSH possono influenzare ovulazione, impianto embrionale e mantenimento della gravidanza.
Per questo motivo, la valutazione della funzione tiroidea rappresenta oggi uno degli aspetti più importanti nei controlli preconcezionali e nei percorsi di infertilità.
Grazie a una diagnosi precoce e a trattamenti personalizzati, molte donne riescono a ristabilire l’equilibrio ormonale e migliorare significativamente le possibilità di concepimento.
La Dott.ssa Cristina Passadore, ginecologa a Milano, si occupa di endocrinologia ginecologica e fertilità femminile, offrendo percorsi specialistici dedicati alla salute ormonale della donna e al supporto del desiderio di maternità.