L’infezione da Papillomavirus umano (HPV) è una delle più comuni infezioni sessualmente trasmesse e rappresenta una causa principale di patologie ginecologiche, tra cui il tumore del collo dell’utero. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale e oggi, grazie a screening mirati e alla vaccinazione anti-HPV, è possibile proteggersi in modo efficace.
La Dott.ssa Cristina Passadore, ginecologa a Milano con lunga esperienza nella salute femminile, sottolinea l’importanza di un approccio completo e personalizzato nella prevenzione dell’HPV.
Cos’è l’HPV e perché è così diffuso
L’HPV è un virus molto comune, tanto che si stima che oltre l’80% delle donne sessualmente attive venga a contatto con almeno un ceppo del virus nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica e viene eliminata naturalmente dal sistema immunitario in 1-2 anni.
Tuttavia, alcuni ceppi ad alto rischio oncogeno possono persistere e causare lesioni precancerose, che – se non diagnosticate e trattate – possono evolvere in tumori del collo dell’utero, della vagina, della vulva o dell’ano.
Vaccinazione anti-HPV: protezione sicura ed efficace a ogni età
La vaccinazione è indicata a partire dai 9 anni di età e ha dimostrato un’elevata efficacia e sicurezza anche nella donna adulta, fino ai 45 anni, e in casi selezionati anche oltre, in accordo con il medico curante.
Perché vaccinarsi anche in età adulta?
- Riduce il rischio di infezione da ceppi non ancora contratti.
- Protegge contro tumori ginecologici e anali HPV-correlati.
- Aiuta a prevenire le recidive nelle donne già trattate per lesioni precancerose.
In particolare, nelle donne già positive al test HPV o trattate per lesioni CIN2+, la vaccinazione si è dimostrata uno strumento efficace per ridurre il rischio di nuove infezioni o recidive.
Chi ha diritto alla vaccinazione gratuita
Secondo le disposizioni del Ministero della Salute, la vaccinazione è gratuita:
- Nel dodicesimo anno di età (11-12 anni) per ragazze e ragazzi.
- Per le donne fino a 26 anni non ancora vaccinate.
- Per le donne già trattate per lesioni precancerose (CIN2+), entro 3 anni dal trattamento.
È bene ricordare che in alcune regioni italiane, l’offerta vaccinale è stata ampliata, permettendo l’accesso gratuito anche a donne adulte e, in alcuni casi, a uomini fino ai 30 anni.
Screening HPV: fondamentale anche dopo la vaccinazione
La vaccinazione non sostituisce lo screening, ma lo integra. Ecco perché è fondamentale continuare con i controlli anche dopo aver ricevuto il vaccino:
- Donne vaccinate tra i 30 e i 64 anni: HPV test ogni 5 anni.
- Donne non vaccinate o vaccinate tardivamente: Pap test ogni 3 anni.
- Donne tra i 25 e i 30 anni: Pap test ogni 3 anni, indipendentemente dallo stato vaccinale.
Lo screening consente di individuare precocemente eventuali lesioni e trattarle prima che evolvano in patologie gravi.
Effetti collaterali e sicurezza del vaccino
Il vaccino anti-HPV è stato sottoposto a numerosi studi clinici che ne confermano un profilo di sicurezza eccellente. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e temporanei, come dolore al sito di iniezione o febbre lieve. La vaccinazione durante la gravidanza è sconsigliata, ma non pericolosa se già iniziata.
Conclusioni
La prevenzione dell’HPV rappresenta oggi un’opportunità concreta di protezione della salute femminile, e la combinazione tra vaccinazione e screening periodico può ridurre drasticamente l’incidenza di patologie correlate, inclusi i tumori.
La Dott.ssa Cristina Passadore, ginecologa a Milano, invita ogni donna a informarsi e a intraprendere un percorso personalizzato di prevenzione. Vaccinarsi, eseguire controlli regolari e adottare stili di vita consapevoli sono strumenti potenti per tutelare la propria salute nel lungo termine.
Per approfondimenti, visite preventive o per valutare la possibilità della vaccinazione, prenota una consulenza con la Dott.ssa Cristina Passadore presso il suo studio a Milano.