Amenorrea, assenza della mestruazione

L’amenorrea

L’amenorrea è l’assenza della mestruazione, sia temporanea che permanente. Si può verificare come una normale condizione fisiologica, prima della pubertà e durante la gravidanza, l’allattamento e la menopausa, oppure può essere una caratteristica di una patologia ginecologica o che coinvolge l’intero organismo.

L’amenorrea primaria: come riconoscerla

La mancata comparsa della mestruazione a 16 anni di età in presenza dei normali caratteri sessuali secondari (peli pubici e ascellari, comparsa del gettone mammario) o a 14 anni in assenza dei normali caratteri sessuali secondari merita una visita ginecologica e degli approfondimenti.

L’amenorrea primaria può essere conseguente a delle anomalie congenite nello sviluppo delle ovaie, dell’utero o dei genitali esterni oppure a delle cause endocrinologiche. La pubertà ritardata è spesso famigliare, ma è importante escludere un’insufficienza ovarica primitiva e una disfunzione ipotalamica o ipofisaria. Complessivamente, possiamo stimare che le cause endocrine sono responsabili di circa il 40% delle amenorree primarie, mentre il restante 60% è causato da anomalie dello sviluppo dei genitali.

Quindi le cause principali di amenorrea primaria sono le malformazioni dei genitali, l’ovaio policistico, malattie cromosomiche coma la sindrome di Turner, la perdita di peso, un’intensa attività fisica, un ritardo costituzionale, l’iperprolattinemia, tumori (craniofaringioma, glioma, germinoma), malattie sistemiche croniche, malattie endocrine (tireopatie, sindrome di Cushing).

L’amenorrea secondaria: le cause

La cessazione delle mestruazioni per almeno sei mesi consecutivi in una donna che in precedenza è sempre stata regolarmente mestruata è il requisito base per delle indagini. Donne con un’amenorrea secondaria devono sicuramente aver avuto un apparato genitale normale, un endometrio responsivo alla stimolazione ormonale ovarica e delle ovaie che hanno risposto alle gonadotropine ipofisarie.
Una storia di amenorrea secondaria può essere ingannevole poiché le “mestruazioni” possono essere il risultato di una somministrazione di ormoni come la pillola. Nella maggior parte dei casi, comunque, una storia di amenorrea secondaria esclude delle anomalie congenite dei genitali. Una storia famigliare di infertilità, patologie autoimmuni o menopausa precoce può aiutare il ginecologo nella diagnosi.

Di fronte ad una paziente con amenorrea il ginecologo dovrebbe sempre raccogliere un’approfondita anamnesi con esame accurato della statura, della corporatura, dei caratteri sessuali secondari e dei genitali esterni prima di eseguire degli esami ematochimici e diagnostico strumentali.

La visita ginecologica non è ovviamente indicata in una giovane adolescente non ancora attiva sessualmente, mentre la valutazione dei genitali interni mediante ecografia pelvica trans addominale può essere un buon approccio diagnostico che consente contemporaneamente di mettere a proprio agio le giovani pazienti. L’esame dei genitali esterni dovrebbe essere condotto in presenza della mamma.

Dopo aver appurato il regolare sviluppo dell’apparato genitale, un test di gravidanza dovrebbe essere effettuato a pazienti di ogni età. La valutazione del peso e della statura ci consente di calcolare il BMI per obiettivare che non ci siano problemi di nutrizione con conseguenti disturbi mestruali.

Gli esami di base dovrebbero includere il dosaggio della prolattina, delle gonadotropine e degli ormoni tiroidei.

Come uscire dall’Amenorrea? Cure e possibili trattamenti

Una volta giunti alla corretta diagnosi delle cause di amenorrea la terapia avrà lo scopo di ripristinare la regolarità del flusso mestruale, dove possibile.

In caso di malattie della tiroide o del surrene la terapia sarà di tipo sostitutivo nei confronti degli ormoni mancanti o soppressivo se vi è un’iperfunzionalità di questi organi.

Se la causa di amenorrea vede la presenza di malformazioni dell’apparato ginecologico la faccenda diventa più complessa poiché è molto delicato spiegare e far accettare ad una adolescente e alla sua famiglia il suo status che come conseguenza inevitabile comporta l’impossibilità ad avere figli. In questi casi io mi avvalgo dell’aiuto di una psicologa che accompagna le mie pazienti nell’elaborazione del loro lutto e nell’accettazione della loro condizione.

Amenorrea e pillola: è davvero la soluzione?

Quando invece tutti gli esami eseguiti sono perfettamente nella norma e non si trova una causa organica che ha portato all’amenorrea molti ginecologi prescrivono la “pillola” a queste ragazze. In realtà la “pillola” mima un falso flusso mestruale in quanto il sanguinamento provocato da questo farmaco è solo la conseguenza della sua sospensione per sette giorni. In pratica la “pillola” crea una realtà finta di cui hanno bisogno alcune pazienti che esprimono con l’amenorrea un disagio emotivo molto profondo legato ad una difficoltà ad esprimere la propria femminilità.

Anche in questo caso un percorso di sostegno psicologico ed emotivo volto a far emergere esperienze toccanti vissute nel passato porta al recupero della ciclicità della mestruazione. Purtroppo questi percorsi sono giudicati da molte pazienti impegnativi in termine di tempo richiesto, dedizione e dolore provato nel far riaffiorare esperienze passate: in realtà bisogna tenere presente che si tratta di una sofferenza liberatoria che porta ad una vita nuova e adulta.

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