Gli isoflavoni di soia: un beneficio per le attività metaboliche

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) può influenzare negativamente le attività metaboliche, causando degli scompensi. Secondo un recente studio, un aiuto potrebbe venire dagli isoflavoni di soia, che in particolare migliorano i valori dei trigliceridi e dell’insulina.

 

50 mg al giorno di isoflavoni di soia: una ricetta di salute?

Lo studio, condotto dalla dr.ssa Mehri Jamilian, specialista in endocrinologia presso l’Arak University of Medical Sciences, in Iran, e dal dr. Zatollah Asemi, del Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Kashan, è stato pubblicato con grande interesse sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.
Le donne giovani e sane coinvolte nell’indagine, divise in due gruppi, hanno ricevuto rispettivamente 50 mg al giorno di isoflavone per 12 settimane e una soluzione placebo. I risultati hanno dimostrato per il primo gruppo la capacità della sostanza di migliorare e ridurre significativamente i livelli di androgeni, trigliceridi e malondialdeide (un marker di stress ossidativo).
Da qui, l’idea di sfruttare quest’azione per trattare i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico.
Iperinsulinemia, metabolismo del glucosio alterato, iperandrogenismo e dislipidemia, legati alla PCOS, possono trarre beneficio dall’azione degli isoflavoni di soia.
Il consumo di 500 ml di latte di soia al giorno potrebbe, quindi, avere un salutare effetto sui marcatori metabolici che sono legati al rischio di diabete e malattie cardiovascolari.
Anche se questo è uno studio preliminare, suggerisce che “i medici dovrebbero consigliare a tutte le donne con PCOS di includere isoflavoni di soia nella loro dieta“. Come? Bevendo un bicchiere di latte di soia ogni giorno o assumendo 50 mg di supplementi giornalieri di isoflavone.

 

Una terapia naturale contro la sindrome dell’ovaio policistico

Secondo la US Endocrine Society, si stima che da 5 a 6 milioni di donne, solo negli Stati Uniti, hanno la PCOS, che è una causa comune di infertilità.
Per questa ragione, i risultati dello studio possono considerarsi importanti. “L’effetto farmacologico diretto degli isoflavoni della soia sui marcatori del metabolismo dell’insulina sono davvero notevoli“, affermano i ricercatori.
Gli isoflavoni della soia possono migliorare i marcatori d’insulino-resistenza, inibendo la proteina tirosin-chinasi, che svolge un ruolo importante nella regolazione della secrezione d’insulina da parte delle cellule beta del pancreas.

Vi è un crescente interesse nel modo in cui l’aggiunta di soia alla dieta può aiutare ad affrontare la sindrome metabolica e le condizioni di salute a essa correlate”.

Staremo a vedere cosa si valuterà ancora in futuro. Non ci resta che sorseggiare un bicchiere di latte di soia, gustandone non solo il sapore, ma anche i benefici.

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