La vaginosi batterica rappresenta una delle infezioni vaginali più comuni tra le donne in età fertile. Sebbene possa essere asintomatica in una percentuale significativa di casi, il suo impatto sulla salute ginecologica può essere rilevante, soprattutto se non adeguatamente diagnosticata e trattata.

In questo articolo, la Dott.ssa Cristina Passadore, ginecologa a Milano, illustra come riconoscere i sintomi della vaginosi batterica, quali sono le cause più frequenti, come avviene la diagnosi e quali sono i trattamenti più efficaci oggi disponibili.

 

Cos’è la vaginosi batterica

La vaginosi batterica è un’infezione caratterizzata da un’alterazione dell’equilibrio naturale del microbiota vaginale. In condizioni fisiologiche, la vagina è colonizzata da microrganismi benefici – in particolare i Lactobacilli – che mantengono un ambiente vaginale leggermente acido (pH tra 3.8 e 4.5), sfavorevole alla proliferazione di agenti patogeni.

Quando questo equilibrio viene compromesso, si verifica una riduzione dei lattobacilli e una proliferazione di batteri anaerobi opportunisti, tra cui Gardnerella vaginalis, Mycoplasma hominis, Mobiluncus spp. e Prevotella spp., che concorrono allo sviluppo della vaginosi.

 

Sintomi della vaginosi batterica

Sebbene in circa il 50% dei casi la vaginosi batterica sia asintomatica, nei casi sintomatici i segni più frequenti includono:

  • Perdite vaginali abbondanti, bianco-grigiastre, omogenee e spesso maleodoranti (odore simile al pesce, più percepibile dopo i rapporti sessuali);

  • Prurito e bruciore intimo;

  • Sensazione di fastidio o dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia);

  • Bruciore durante la minzione.

 

Fattori di rischio

L’insorgenza della vaginosi batterica non è riconducibile a un singolo agente causale, bensì all’interazione di più fattori predisponenti:

  • Rapporti sessuali non protetti e frequenti cambi di partner;

  • Uso eccessivo di lavande vaginali o detergenti intimi con pH inadeguato;

  • Dispositivi intrauterini (IUD);

  • Terapie antibiotiche che alterano la flora batterica;

  • Abiti intimi sintetici o troppo aderenti;

  • Stress psicofisico che può compromettere le difese immunitarie.

 

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata durante una visita ginecologica attraverso l’osservazione clinica e test specifici. I principali strumenti diagnostici includono:

  • Valutazione del pH vaginale: in caso di vaginosi, il pH supera solitamente 4.5;

  • Whiff test: l’aggiunta di KOH a un campione di secrezioni vaginali può liberare un odore tipico (simile al pesce);

  • Microscopia a fresco: consente di identificare la presenza delle “clue cells”, cellule epiteliali ricoperte da batteri;

  • Colorazione di Gram e criteri di Nugent: per valutare la proporzione tra lattobacilli e batteri patogeni.

 

Trattamento della vaginosi batterica

In alcuni casi, la vaginosi può regredire spontaneamente, ma in presenza di sintomi o in pazienti a rischio (come le donne in gravidanza), è fondamentale un trattamento tempestivo e mirato.

I farmaci più utilizzati sono:

  • Metronidazolo: disponibile per via orale o come ovulo vaginale;

  • Clindamicina: in crema o gel da applicare localmente.

Accanto alla terapia antibiotica, è consigliato:

  • Ripristinare il microbiota vaginale con l’uso di probiotici specifici, sia per via orale sia topica;

  • Seguire una dieta equilibrata, riducendo il consumo di zuccheri semplici e aumentando l’assunzione di fibre;

  • Astenersi temporaneamente dai rapporti sessuali durante il trattamento per evitare il rischio di reinfezione.

 

Complicanze

Se non trattata, la vaginosi batterica può aumentare il rischio di:

  • Malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, gonorrea, HIV);

  • Malattia infiammatoria pelvica (PID);

  • Gravidanza extrauterina o parto prematuro (in caso di infezione durante la gravidanza);

  • Sterilità a seguito di danni alle tube.

 

Prevenzione

Per prevenire la vaginosi batterica, è importante adottare alcune buone pratiche:

  • Mantenere una corretta igiene intima con detergenti a pH fisiologico;

  • Evitare lavande vaginali non prescritte;

  • Usare il profilattico nei rapporti occasionali;

  • Indossare biancheria in cotone e non troppo aderente;

  • Seguire uno stile di vita sano e bilanciato.

 

Conclusioni

La vaginosi batterica è un disturbo comune ma spesso sottovalutato, che può comportare importanti implicazioni per la salute ginecologica. Riconoscerne i sintomi, sottoporsi a una diagnosi accurata e seguire un trattamento adeguato sono passi fondamentali per prevenire complicanze a lungo termine.

Presso lo studio della Dott.ssa Cristina Passadore, ginecologa a Milano, è possibile effettuare una valutazione specialistica approfondita e ricevere un piano terapeutico personalizzato, volto a ristabilire l’equilibrio del microbiota vaginale e garantire il benessere intimo della donna.

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