brufoli vaginali

Brufoli vaginali: cause, sintomi e rimedi della foruncolosi vulvare

I foruncoli rientrano, a tutti gli effetti, tra gli inestetismi più fastidiosi (se non dolorosi) con i quali ogni donna si ritrova a dover combattere almeno una volta nella vita. Se solitamente compaiono sul viso, sulle spalle o sulla schiena, può destare preoccupazione la comparsa di brufoli vaginali, conosciuti anche con il nome di foruncolosi vulvare.

In cosa consistono questi veri e propri ascessi cutanei? E come bisogna trattarli? Ecco qualche consiglio utile.

Cosa sono i brufoli vaginali

Un brufolo vaginale, chiamato anche foruncolo, è una protuberanza della pelle piena di pus e alquanto dolorosa che si forma sottopelle nella zona pubica. In genere è causato dallo stafilococco che va a infettare le sacche contenenti le radici di follicoli piliferi e peli pubici, ma può spuntare anche a seguito di un taglio provocato dalla rasatura o da altre forme di depilazione/epilazione. In questi casi, infatti, i batteri si insinuano nel corpo attraverso ferite e abrasioni della pelle e generano infiammazione.

Più crescono e più i brufoli vaginali diventano dolorosi. Di solito si rompono e si drenano da soli, a volte è necessario intervenire manualmente (e solo nel peggiore dei casi chirurgicamente) per eliminarli del tutto. Possono comparire sulle labbra della vagina, nella zona pubica o in quella vulvare intorno alla vagina, così come nelle pieghe della pelle dell’inguine. Inizialmente sono di piccole dimensioni, circa 1-2 mm, e si presentano come piccoli bozzi rossi; pian piano, poi, aumentano di dimensione (possono diventare grandi quanto una pallina da golf) e mostrano una puntina bianca o gialla, che indica la presenza di pus interno.

Principali cause dei brufoli vaginali

Come accennato, i foruncoli vaginali possono essere causati dallo stafilococco, un batterio che insinuandosi sottopelle origina uno stato di infiammazione, ma i fattori scatenanti possono essere anche altri:

  • depilazione: è proprio con la depilazione che si formano, più comunemente di quanto si possa credere, i peli incarniti nella zona inguinale (e non solo). In realtà, il motivo principale è nel modo in cui viene seguita: quando si deve depilare una zona delicata o difficile da raggiungere, come l’inguine, si tende a “stirare” la pelle per agevolare il passaggio del rasoio. Quando poi la pelle viene rilasciata, però, il fusto del pelo che non viene tagliato si ritira all’interno del follicolo pilifero con il rischio che il pelo cresca ricurvo sotto la cute. Inoltre, il rasoio stesso può causare tagli o abrasioni, che a loro volta originano croste e tessuti cicatriziali che possono ostruire il follicolo pilifero e favorire la crescita di peli incarniti;
  • epilazione: può suonare strano, ma anche l’epilazione con ceretta o epilatore può contribuire alla formazione di peli incarniti. Considerando che in questo caso il pelo viene strappato via completamente (bulbo compreso), la causa del foruncolo sta nell’ostruzione del follicolo. Ecco perché si consiglia di preparare la pelle alla ceretta, così come di idratarla e nutrirla subito dopo;
  • sovrappeso e obesità: i chili in eccesso favoriscono la formazione di brufoli tra le pieghe della pelle, anche quella della zona inguinale;
    scarsa igiene: il sudore e la sporcizia accumulati vanno lavati via ogni giorno, soprattutto in estate o dopo aver fatto esercizio fisico, con acqua e detergente dedicato;
  • diabete o altre patologie: soprattutto le malattie che indeboliscono il sistema immunitario riducono all’osso la capacità dell’organismo di combattere le infezioni, quindi i soggetti colpiti potrebbero essere più inclini alla formazione di brufoli vaginali;
  • vestiti stretti: indossare abiti troppo aderenti e/o poco traspiranti ostacolano la rigenerazione della pelle e dei follicoli piliferi.

Altre cause minori possono essere punture di insetti, piccole ferite sulla pelle o acne, tutte “scorciatoie” preferenziali utilizzate dai batteri per attaccare l’organismo.

Foruncoli vaginali e sintomi

Quando iniziano a formarsi, i brufoli vaginali sono talmente piccoli da essere quasi invisibili e impercettibili. In questa prima fase, quindi, non manifestano alcun sintomo. Le cose cambiano quando si ingrossano: il dolore che ne scaturisce, infatti, è probabilmente dettato dall’infezione che va via via sviluppandosi.

I sintomi più ricorrenti sono:

  • arrossamento;
  • gonfiore;
  • dolore al tatto;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • apice bianco o giallo (presenza di pus);
  • in rari casi, febbre e linfonodi ingrossati.

Considerando che è possibile intervenire facilmente, di fronte la formazione di un brufolo vaginale è consigliato mantenere la calma, non agitarsi e procedere con trattamenti locali che è possibile eseguire anche in casa.

Cura e trattamento dei brufoli vaginali

I foruncoli vaginali, quindi, possono essere generalmente trattati senza assistenza medica e in modo del tutto autonomo, in casa, ricorrendo a rimedi molto semplici:

  • un impacco caldo e umido da applicare sulla zona interessata 3-4 volte al giorno, in modo da velocizzare la risalita del pus in superficie e accelerare il drenaggio;
  • evitare di schiacciare il foruncolo, poiché il liquido interno è infetto e si rischia di infiammare anche la zona limitrofa;
  • indossare abbigliamento comodo e preferibilmente in tessuto di cotone;
  • lavare per bene le mani prima di trattare la zona infetta;
  • tenere le parti intime pulite sempre;
  • a drenaggio avvenuto, coprire il brufolo con una benda/garza larga;
  • evitare lavande vaginali;
  • evitare detergenti intimi profumati;
  • sospendere l’uso di contraccettivi in lattice;
  • in caso di dolore evitare i rapporti sessuali;
  • mangiare tanto yogurt;
  • applicare una crema lenitiva.

Un consulto ginecologico può essere richiesto in ogni caso, a maggior ragione quando il brufolo non vuole proprio saperne di scomparire o è comparso internamente, perché potrebbe essere il campanello di allarme di un’infezione più seria.

L’intervento medico è necessario solo quando i brufoli vaginali tendono a comparire spesso o nel caso in cui l’infezione non dovesse guarire, il che spingerebbe alla prescrizione di antibiotici o, in extremis, all’incisione del foruncolo.

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